martedì 20 marzo 2018

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA



Partecipo alla giornata mondiale 
della poesia, che coincide con il
primo giorno di primavera, con 
i bellissimi versi di Aurora, li ha
scritti dopo aver visto il film
"L'attimo fuggente" 

E così la bellezza della vita ci sorprese

La vita è una sola non dobbiamo sprecarla,
dobbiamo lottare per i nostri sogni,
non dobbiamo arrenderci al  primo ostacolo:
carpe diem, cogli l'attimo.
Le piccole occasioni ci passano davanti,
dobbiamo coglierle al volo,
piccole occasioni che ci conducono 
alla fine del nostro sogno.
E' la nostra vita e nessuno deve rubarcela.
Ognuno di noi è diverso dagli altri,
ognuno di noi ha la propria camminata,
chi fiera e orgogliosa, chi spensierata e allegra,
perciò ognuno di noi ha il suo modo di affrontare le cose.
Dobbiamo cogliere la rosa nell'attimo esatto.
Non dobbiamo morire senza sapere di non aver vissuto la vita.
Solo dopo aver perso le cose ci rendiamo conto del loro valore
e la vita ha un valore inestimabile. 




domenica 18 marzo 2018

LA MERAVIGLIA DELLA NATURA...

La primavera tarda ad arrivare, ma già
si sente nell'aria; il potente spettacolo si
replica ogni anno davanti ai nostri occhi,  
noi siamo gli spettatori seduti in prima fila 
ad assistere al miracolo che si rinnova per
noi, ricordiamoci di buttare un occhio su
quello che ci accade intorno, è da Oscar! 
Ci aiuta a rifletterci sopra questo poetico 
corto animato  che Azuma Makoto ha 
creato per spiegare alla sua bambina
la magia della vita dei fiori.
Ecco a voi "The story of flowers"


mercoledì 14 marzo 2018

AUGURI PAPA FRANCESCO

 Risultati immagini per auguri papa francesco
Per i cinque anni di pontificato,
voglio rivolgere i miei umili auguri
al nostro grande Papa:

"Ti ammiro tanto Papa Francesco 
perchè sei un uomo di coraggio,
sfidi le convenzioni e fai seguire atti 
alle parole, sei unico e incomparabile 
perchè in un mondo totalmente
asservito al potere e alle mode
non hai paura di far sentire la tua
voce fuori dal coro, sei un esempio
per tutti noi. Grazie, mille volte
grazie, resta con noi per tanto 
tempo ancora" 


domenica 4 marzo 2018

OSCAR PER KOBE BRYANT

Non capisco tutte le parole, ma
capisco l'emozione, il sogno, il
brivido della sfida personale, e
tutto diventa poesia...il saluto
alla moglie e alle figlie in italiano,
gli anni nel nostro Paese gli sono
rimasti evidentemente nel cuore.
Dedico questo post ai miei alunni
appassionati di basket; quanta strada
ha fatto Kobe con l'impegno e il sacrificio
ragazzi, quanta passione, quanta vita...

martedì 27 febbraio 2018

LA NEVE DA NOI AL SUD


Ciao ragazzi, vi posto questo esilarante
video sulla diversità tra Nord e Sud nel
nostro Paese, anche riguardo alla neve!!!!
(ringrazio la prof Giangrande per averlo
postato sul gruppo docenti, forti questi
di Casa Surace). 
Non so a voi, a me fa tornare in mente il
film "Benvenuti al Sud" con Claudio Bisio.

Quanto siete dispiaciuti che la scuola sia
chiusa da 1 a 10?!  :)))

Che bella Rieti sotto la neve...



lunedì 26 febbraio 2018

IN PUNTA DI PIEDI



Risultati immagini per paola mariangeli
 IN PUNTA DI PIEDI

Ho chiesto ai miei alunni di scrivere pensieri e riflessioni dopo avere ascoltato le testimonianze di Paola Mariangeli, autrice del libro  “In punta di piedi”, e di Santina Proietti, presidentessa dell’Alcli di Rieti. Eccoli:

Paola ci ha raccontato di come è riuscita ad alzarsi “in punta di piedi”, dopo la triste morte del figlio Simone, per guardare più in là; secondo me è riuscita a risollevarsi grazie ai ricordi del suo bambino, infatti come dice il famoso aforisma “non esiste separazione finché esiste il ricordo”. (Aldo)

Paola ha  trasferito il suo dolore e la sua testimonianza in questo libro. Ora, nonostante tutto, la sua vita è a colori, anche dopo la morte di Simone; nel momento della malattia di suo figlio, la signora Paola ha trovato  aiuto e conforto nei volontari che la andavano a trovare. Questa mamma secondo me è l’emblema di una donna energica e determinata, mi hanno molto colpita le sue parole decise, con dietro una storia forte e dolorosa come la sua. Mi ha ispirato  volontà e carica personale nel vivere e raccontare l’accaduto. (Rachele)

Paola ha detto che se avesse potuto ricominciare la sua vita non avrebbe cambiato niente, questo mi fa riflettere molto.(Elena)

Io, da quattordicenne, non oso nemmeno immaginare la sofferenza che ha attraversato quel povero bambino e, soprattutto, i pensieri che ha avuto. Dobbiamo imparare molto dalla signora Paola, perché il suo non  è stato un invito a piangerci addosso nei momenti difficili, il suo è stato un invito alla forza, a rimanere attaccati il più possibile alla nostra vita, perché solo così impariamo davvero ad apprezzarla. (Mattia)

Simone ha lasciato troppo presto il nostro mondo provocando una grande ferita, troppo grande. Spero che un giorno la Signora Paola possa riabbracciare il suo piccolo angelo. (Giorgia N)

Perdere qualcuno fa male . Non so come la Signora Paola abbia fatto a reagire così , io non ce l’avrei fatta, mi sarei nascosta dietro al dolore, lei non l’ha fatto, ha superato questa barriera ed è andata avanti . Sono certa che ripensa spesso a lui, ai momenti passati insieme, ai suoi sguardi, alla sua risata, ma certe volte il dolore supera di gran lunga la felicità. Paola ogni volta che parla di lui ha sempre il sorriso, segno che è stata orgogliosa di suo figlio. Gli amici di Simone non l’hanno guardato in modo diverso , né con pena, né con disprezzo; quando è morto gli hanno donato dei biglietti di addio e hanno messo dei giocattoli sulla sua tomba (Lidia)

La cosa che più mi ha fatto riflettere è stato se Simone sapeva che da un giorno all’altro poteva mancare e che cosa provava, gli sono vicino adesso (Filippo)

Prima di morire Simone disse ai suoi genitori di pregare sempre, di non sentirsi (nell’ultimo saluto) abbandonati perché , anche se ora si trova in un altro mondo, è come se fosse il loro angelo custode  (Aurora S)


La Signora Paola tutt’ora fa parte dell’associazione Alcli che l’ha resa una persona migliore. E credo che sia proprio questo il significato del libro, non lasciarsi abbattere dai problemi della vita e cercare di andare avanti con forza e con tenacia proprio come ha fatto lei. (Gabriele)

A me ha colpito molto la frase “Quando muore una persona, non la vedi con gli occhi, ma la senti nel tuo cuore”; questa cosa è vera, perché la distanza separa due corpi ma non due cuori. Da questa esperienza ho capito che ci sono cose ben più gravi di un amore adolescenziale finito o di un’amicizia tradita. (Anna)

A Paola e Simone

Come è arrivato se ne è andato,

quel bambino tanto desiderato,

da quella mamma ormai sconvolta

e dagli eventi della vita travolta.

Ma poi la fede l’ha aiutata

E da Dio è stata chiamata,

è stata chiamata per servire il mondo

grazie al suo racconto così profondo,

i cuori della gente ha riempito di amore

e ai bisognosi ha ricolmato il cuore.

Adesso sulle spalle ha una storia,

che di tutti  ascolta le opinioni,

una storia vera, fatta di mille emozioni

(Alessandro)

Simone ha detto alla madre “io ti sarò accanto” e ha mantenuto la parola. Ogni bambino è bello per quello che è, in tutte le situazioni, dalla più normale alla più fragile, e lui secondo me è bellissimo. (Letizia)

Quella di Simone è una vita che, pur essendo scivolata via in punta di piedi, ha lasciato orme indelebili nella sabbia del mare, che lui amava tanto. Però Simone era anche attaccato alla vita, una vita che non voleva lasciarsi sfuggire tra le dita e così faceva l’unica cosa che potesse fare: regalare sorrisi (Chiara)

Quando la prof mi diede il libro francamente  pensai  che sarebbe stato una noia assoluta, invece cominciò a riempirmi il cuore di malinconia ma anche di pensieri profondi…sono entusiasta di aver conosciuto Paola e ringrazio Dio che ci siano persone come lei. (Alessia)

Quando ho visto Paola ho capito subito la forza con cui è riuscita ad andare avanti, la stessa con la quale andrà avanti ancora fino a che arriverà il momento di riabbracciare il suo Simone (Giuseppe)

Mentre Paola raccontava la sua storia mi è venuto un senso di tristezza e anche un vago  sentimento di impotenza perché, in questi casi,  non si può fare più di tanto per aiutare le persone che amiamo (Edoardo)

Della signora Paola ho apprezzato soprattutto la forza e il coraggio con cui ha raccontato la sua storia, riuscendo a trasmettere l’importanza di valori inestimabili. Però Simone non ha mai lasciato la sua mamma, che lo ritrova in tutte le cose che fa,  soprattutto nella sua attività di volontariato. Paola, insieme alla signora Santina Proietti (presidente dell’Alcli), aiutano le persone con problemi di salute e difficoltà economiche fornendogli un alloggio, ma soprattutto amore e compagnia. La signora Santina e la signora Paola ci hanno dato prova di una forza e un amore infiniti. (Niccolò)

A mio parere le persone come Simone che sono passate nella malattia o in momenti difficili, hanno qualcosa in più da dire. La malattia, per quanto crudele e spietata lascia un segno indelebile: il sorriso, il sorriso di chi ha lottato. Il modo in cui Simone apprezzava e amava la sua vita nonostante la malattia mi incanta. Ma un’altra cosa che mi stupisce è il coraggio di questa  madre che, prendendo forza, si è rialzata e ha teso una mano al prossimo. E’ così, con piccoli gesti, che è entrata a far parte della famiglia dell’Alcli, con un grande peso sulle spalle ma con l’altruismo impresso nel cuore, così come tutti gli altri volontari. Uscendo dalla stanza mi sono sentita un po’ scossa, ma felice, felice di sapere che da qualcosa di terribile come la malattia e la morte possa essere nato qualcosa di eccezionale come l’Alcli. Grazie. (Aurora C)

Simone, a soli 6 anni, ha provato e sperimentato sulla sua pelle, ciò che vuol dire soffrire. A soli 6 anni ha capito  ciò che gli adulti a volte non capiscono in tutta la loro vita: la bellezza della vita stessa. “In punta di piedi” è un bellissimo libro che ti cambia la vita, te ne fa capire l’importanza , ti fa capire come sei fortunato a svegliarti la mattina e vedere la luce che filtra dalla finestra, ad alzarti dal letto e saperti vestire da solo, tornare a casa dopo scuola e trovare una famiglia che ti accoglie, avere un tetto sotto il quale dormire… ciò che molti non hanno. Simone e sua madre ci insegnano che anche dalla sofferenza si può ricavare un sorriso. Paola Mariangeli, insieme a suo figlio, ha attraversato un momento di debolezza, tutti abbiamo passato un momento di fragilità, ma per lei ciò che è stato debolezza nel passato adesso è forza per il futuro (Silvia)

Essendoci nel mondo circa sette miliardi di persone può accadere che alcune sviluppino delle malattie, alcune curabili e altre non. In questo secondo caso  neanche Dio in persona può fare qualcosa e tu, come Simone,  semplice granello di sabbia, puoi solo goderti, nel modo migliore, il prezioso tempo che ti resta. (Samuele)

Due ore di scuola hanno avuto uno scopo:  insegnarci a combattere e a reagire anche nei momenti più difficili. Il volontariato ha fatto sentire Paola una persona migliore, più in pace con se stessa. Io ammiro molto questa madre perché, anche se nonostante tutti gli sforzi non è riuscita a salvare il figlio, ha avuto comunque la prontezza di non arrendersi al dolore e di reagire con forza e tenacia. A mio avviso Simone continua ad essere vicino alla madre e a darle la carica necessaria, incitandola a non arrendersi. Ora Simone è in un posto migliore dove non soffre ed è tranquillo, questo Paola lo sa e anche per questo riesce a raccontare la storia sorridendo. (Mattia L)

Oggi Paola si dedica al volontariato, cosa che la rende molto fiera e sollevata, ad ascoltare e leggere questa storia ho provato tristezza e ho pianto, ma poi ho pensato a Simone che gioca con gli angeli ed è tornato di nuovo il sorriso. (Eva)

Paola Mariangeli ci ha raccontato la storia del piccolo Simone per farci capire quali sono i valori più importanti della nostra vita, non un cellulare o una felpa firmata, ma la luce che ogni giorno illumina i nostri occhi, i sorrisi, le carezze, i piccoli gesti che la vita ci offre. Ci sono persone che ogni mattina aprono gli occhi con il dubbio del domani, senza un futuro, eppure hanno fede, riescono a trovare la gioia nelle piccole “grandi” cose; ognuno di noi si affanna alla ricerca della grandezza e della ricchezza, ma è la ricchezza del nostro animo che dovrebbe essere l’essenza di ogni nostra giornata, la convinzione che essa vada vissuta attimo per attimo. Ci sono persone meravigliose che lavorano nel silenzio, donando se stesse, il proprio amore, il proprio tempo: sono i volontari che ogni giorno si dedicano a chi soffre, a chi è chiamato ad affrontare malattie improvvise e che spesso si trova di fronte al buio di un baratro. Dobbiamo imparare a donare, ad aiutare il prossimo, così da riempire i nostri cuori di meraviglia e infinito amore. Dobbiamo farlo in silenzio….”In punta di piedi” (Agnese)  

Ragazzi, la signora Paola è stata felicissima
delle vostre parole, le considera un enorme
regalo,  vi ringrazia tutti dal profondo 
del cuore e vi saluta caramente. 
Bravi, sono fiera di voi, la prof.👍😃⛄



  


martedì 13 febbraio 2018

BUON SAN VALENTINO!

Risultati immagini per aforismi amore









Per San Valentino vi propongo questo
gustoso video stile Inside Out: emozioni
in libertà...

lunedì 12 febbraio 2018

SON PROPRIO BELLI QUESTI CASTELLI!

Complimenti ai ragazzi di I A e I B2
che hanno realizzato questi  castelli così belli,
curati e originali.
C'è proprio tutto: mura merlate, mastio,
torrente, ponte levatoio, torrette di gurdia,
cappella, magazzini, feritoie e...persino
la postierla!
                                                                      MARTA

                                                                  SILVIA e GIULIA L.

                                                                        ANDREA
                                                                         GABRIELE C.
                                                                        DANIELE
                                                                        DAMIANO S.
                                                               CLAUDIA E CAMILLA
                                                                 GABRIELE B.

                                                                  SOFIA

domenica 21 gennaio 2018

ESEMPIO TEMA DESCRITTIVO (ESAME TERZA MEDIA 2018)

Immagine correlata
Partendo dall'osservazione del quadro
"Il ciclista" di Natalia Goncharova,
che puoi vedere anche sul libro di
letteratura a pag 315, descrivi in modo
oggettivo e soggettivo l'immagine
riprodotta, soffermandoti sulle impressioni
che suscitano in te forme, colori e simboli.
Contestualizza poi l'opera con il
clima storico-politico e letterario
del nostro Paese negli anni del
Futurismo.

Approfindimenti sull'opera:

descrizione: L'artista propone, se non un ritratto d'artista, una metafora figurativa della propria attività. Il tema del ciclista è consueto nell'ambito dell'avanguardia, particolarmente futurista: si adatta infatti ai propositi di immagine in movimento (che fa il ciclista se non correre, accelerare via simile al vento?) e di veduta simultanea (chi meglio del ciclista vede scorrere la città intorno a sé in rapida sequenza?). Il quadro è costruito come per accumulazione, costringendo entro un'unica tela differenti paesaggi urbani, percezioni progressive di un ciclista lanciato a folle corsa per le vie della città: vediamo insegne di vetrine, segnalazioni forse ferroviarie, cappelli esposti ancora in una vetrina, indici puntati verso una certa direzione, il pavimento della strada. Le immagini sono attraversate da raggi di luce che si proiettano in ogni direzione, imprimendo alla composizione una tensione ulteriore. L'intero repertorio di forme sono simboli della modernità: il ciclista, o meglio la Gontscharova, li coglie e li documenta rivolgendosi ad essi come una macchina da presa in costante movimento.

"Il Ciclista" : Il veloce avanzamento dell'uomo è reso attraverso la scomposizione dei piani cromatici e la ripetizione di marcate linee nere che riproducono sulla tela l'impressione dello spostamento simultaneo: non solo della bicicletta che corre sulla strada, ma anche quello ritmico del ciclista che con il busto asseconda la pedalata. La visione delle vie di un centro urbano si riflette nelle scritte, nei cappelli esposti in vetrine, nelle segnalazioni forse ferroviarie, in una mano con l'indice puntato, forse parte di un manifesto pubblicitario, nel pavimento della strada dissestato e nelle grate tutti colti in un'ininterrotta sovrapposizione. Le impressioni di questi elementi sono catturate come da una moderna macchina cinematografica in rapida sequenza.

sabato 20 gennaio 2018

NUCLEARE: SI O NO? COMPRENSIONE E SINTESI TESTO DIVULAGATIVO (esame terza media)

 Risultati immagini per ENERGIA nucleare
Oggi ci siamo esercitati sulla
comprensione e sintesi di un
testo divulagativo, in vista della
prova scritta di italiano (esame
di terza media).
Siamo partiti da un brano
presente sulla nostra antologia:
PRO O CONTRO IL NUCLEARE
pag 690-691,  abbiamo seguito la
seguente traccia:
1) Leggi questo brano e individuane
l'affermazione di fondo. Trascrivila
riusando parole e frasi del testo
2) Trascrivi i motivi che fanno
essere gli autori pro o crontro  il
nucleare
3) Rifletti sull'importanza della
ricerca, sia essa nucleare, eolica o
solare
4) Se si decidesse di impiantare una
centrale nucleare vicino alla tua casa,
saresti favorevole o contrario.Spiega
e argomenta la tua scelta mostrando
il punto di vista di un giovanissimo.

Utilizza nell'elaborazione del testo
anche questi spunti di riflessione:
Aforismi:
“Atomo più atomo, si crea l'uomo. 
Atomica più atomica, l'uomo si distrugge. ”
Efisio Melis

“Sarei felice se la Sicilia fosse piena di 
centrali nucleari. Centrali sicure e controllate, 
costruite da veri scienziati.”
Antonino Zichichi 

UNA POESIA:

«Il futuro»
Alti venti stratosferici col loro fischiettio giovanile.
Una nuvola bianca come il pensiero, in cerca dell’umanità.
«Oh, dove te ne voli?» fece il missile al missile,
Avanti non c’è nulla e nulla c’è dietro.
di Iosif Brodskij
Risultati immagini per ENERGIA nucleare

mercoledì 17 gennaio 2018

STORIA SAMURAI


 Immagine correlata
Molto, molto tempo fa, nei pressi di Tokyo, viveva un vecchio e rispettato samurai, che aveva vinto molte battaglie.

Il suo tempo di guerriero era passato. Questo saggio samurai si dedicava ora ad insegnare ai più giovani, anche se sopravviveva la leggenda secondo la quale fosse tuttora in grado di sconfiggere qualsiasi avversario, non importa quanto forte.

Una sera d'estate, si presentò a casa sua un guerriero noto per la sua arroganza e la poca cavalleria. Era famoso per il suo carattere provocatorio e i pochi scrupoli. La sua strategia era quella di provocare l'avversario fino a quando questo, mosso dalla rabbia, abbassava la guardia e attaccava alla cieca. Si dice che non fosse mai stato sconfitto. E quel pomeriggio si proponeva di distruggere la leggenda del vecchio samurai per aumentare ulteriormente la sua fama.

Presto il guerriero cominciò ad insultare il saggio samurai, arrivando a lanciargli pietre e perfino a sputargli in faccia. Così passavano i minuti e le ore, ma il saggio samurai rimaneva impassibile senza sguainare la spada. Giunta la sera, esausto e umiliato, il guerriero si dette per vinto.

I discepoli del samurai, irritati dagli insulti che aveva ricevuto il maestro, non capivano perché il vecchio non si fosse difeso e considerarono il suo atteggiamento come un segno di codardia. Quindi gli chiesero:

- Maestro, come hai potuto sopportare tale indegnità? Perché non hai sguainato la tua spada anche sapendo che stavi per perdere la battaglia piuttosto che agire in un modo così vile?

Il maestro rispose:

- Se qualcuno arriva con un regalo e non lo accettate, a chi appartiene il regalo?

- Alla persona che è venuta a consegnarlo!

- Bene, lo stesso vale per la rabbia, gli insulti e l’invidia... - rispose il samurai - Quando non sono accettate, continuano ad appartenere a chi le ha portate con sé.


Questa ragazzi è la storiella che
vi ho raccontato ieri, facciamo
tesoro di queste sagge parole....
sforziamoci di metterle in pratica!

lunedì 15 gennaio 2018

ARTICOLO SUL MESSAGGERO

Complimenti a Mattia M., Aurora C., Mattia L.
e Alessandro per aver scritto parole tanto
belle e significative.
Ecco l'articolo:

Rieti, incontri degli studenti
della Ricci con ragazzi
portatori di handicap:
«Esperienza formativa»



di Lorenzo Santoprete
RIETI - Nuove iniziative per la scuola secondaria di primo grado “A.M.Ricci”, che si dimostra sempre all’avanguardia. Un’intera classe di studenti, tra i 13 e i 14 anni, è stata protagonista di una serie di incontri formativi con ragazzi portatori di handicap dell’associazione Arfh (Associazione Reatina Famiglie portatori Handicap).

Tutto è nato a seguito di un episodio verificatosi in classe ai danni di un compagno. Invece del consueto provvedimento di sospensione, il consiglio di classe ha deciso di attuare una nuova strategia seguendo un percorso alternativo: “risarcire il danno” attraverso attività concrete presso associazioni di volontariato.

«Sono pienamente convinta che questi provvedimenti siano molto più efficaci della semplice sospensione dalle attività didattiche, sono ragazzini che attraversano momenti particolarmente delicati della crescita e talvolta vivono veri e propri traumi familiari, quindi è un modo per farli sentire accettati, mostrando loro un aspetto della vita che magari non hanno mai conosciuto». A parlare è Carla Belloni, insegnante di italiano e tutor dei ragazzi, nonché promotrice del progetto.

«I ragazzi – continua la stessa – si sono da subito mostrati interessati e incuriositi, la mattina del 2 gennaio si sono presentati puntuali, con piccoli doni per i nostri nuovi amici. Le reazioni dopo gli incontri sono state positive, per questo consiglierei a tanti colleghi di seguire questa strada che porta soddisfazioni e lentamente cambia in positivo i ragazzi “difficili”».

La validità dell’esperienza vissuta è confermata dagli stessi protagonisti: «E’ stata una buona iniziativa, per me e per tutta la classe: abbiamo capito il dolore che provano in silenzio (riferito ai ragazzi dell’Arfh), mentre noi ci lamentiamo anche se ci fa male solo un dito» afferma uno studente. «E’ stata una fantastica esperienza, come mi aspettavo che fosse, che mi ha fatto capire che diverso non vuol dire per forza sbagliato, hanno vissuto diversamente da noi, hanno forza di volontà e un perenne sorriso sulla bocca» aggiunge un suo compagno di classe.

Le attività svolte sono state numerose e molto interessanti, come racconta un ragazzo: «All’Arfh abbiamo fatto arte attraverso i movimenti, lavorato con il das, poi abbiamo pitturato e imparato a fare i giocolieri. C’erano ragazzi simpatici, abbiamo parlato, scherzato e abbiamo mangiato i biscotti che mia nonna ha preparato per loro. Ci siamo divertiti e abbiamo capito il motivo per cui eravamo lì: rendere felici queste persone e rendere noi stessi persone migliori».

Toccante il pensiero di uno studente nei confronti dei ragazzi speciali, come quelli che hanno incontrato in questa occasione: «Hanno un cuore grande come il mare, ti insegnano a giocare e a sognare, ma soprattutto ti insegnano che la vita è una sola e la dobbiamo amare».

E’ evidente che l’obiettivo della scuola sia stato raggiunto: gli studenti hanno acquisito la sensibilità necessaria per sviluppare uno stile di vita all’insegna dell’agire, si sono avvicinati al volontariato con atteggiamento maturo e in alcuni di loro si è vista una crescita personale.

Avvicinarsi ad una realtà così estranea alla loro, non può che fare bene ai ragazzi, in questo modo riescono a sviluppare rispetto e solidarietà nei confronti del prossimo, ma soprattutto del diverso. In una società come quella in cui vivono i ragazzi d’oggi, dove “unificarsi alla massa” o “appartenere al gruppo” sono considerati valori fondanti, incontri come questi sono veramente formativi.

Questo iter costruttivo già da qualche anno è realtà in molte regioni del nord, tra cui il Piemonte, dove circa 1.200 studenti lo hanno sperimentato. Si spera che possa prendere piede anche nei nostri istituti in modo da favorire un concreto confronto con i valori della solidarietà e l’assunzione di stili di comportamento positivi. 
Questi sono i pensieri che non hanno 
trovato posto nell'articolo, che sono 
comunque belli:



Per me è stato un regalo di inizio anno, ne sono uscito un po’ scombussolato però sono giunto alla conclusione che è meglio vivere mille vite da disabile che una sola di qualcuno che li prende in giro
(Samuele)


La mattina ero un po’ nervosa, ma poi quando sono entrata nell’”aula” è cambiato tutto, mi sono divertita tantissimo, è stata un’esperienza bellissima stare a contatto con loro (Aurora S.)


Sono contenta di aver provato quest’esperienza perché  è servita a me per crescere e maturare


Ho imparato a rispettare le persone per quello che sono, è stata una bella lezione


E’ stato molto bello capire che ci sono persone diverse da noi ma con la stessa voglia di fare le cose
(Anna)


Ho capito che i disabili sono le persone più forti al mondo perché tengono duro tutti i giorni, magari c’è qualcuno che è triste ma nasconde la sua tristezza dietro  una risata

Loro sono sempre alla ricerca della felicità, la cercano ovunque, mentre noi la accantoniamo sempre da qualche parte; io non avevo mai preso in considerazione quest’altra vita, solo due anni fa ho iniziato veramente a conoscerli. Consiglio a tutti di fare questa esperienza perché ho capito che loro sono felici, affettuosi, ti vogliono bene e non gli importa mai del giudizio degli altri, ho capito che  sono proprio uguali a noi, provano le nostre stesse  emozioni, sorridono e vanno avanti ed è questo che mi fa sentire come loro (Silvia)
I nomi mancanti li aggiungo man mano che 
correggo i temi, bravissimi ragazzi, sono con voi!