Le festività natalizie, dal Natale
all'Epifania, ci portano a riflettere
sui valori importanti della vita;
questo video, intitolato "Cibo per
tutti", è stato finanziato dal governo
norvegese per sensibilizzare la
popolazione sul tema delle adozioni.
122 milioni di visualizzazioni in
pochi giorni ritengo siano abbastanza
per considerare che abbiamo un gran
bisogno di soluzioni urgenti, che
sono spesso più vicine di quanto
pensiamo!
Buona Befana!!!
L'augurio, quello sincero, è un termine
antico che ci ricongiunge in un volo
senza tempo ai nostri avi pagani, con cui
condividiamo lo stesso cielo e la stessa
terra; porgere gli auguri è sperare e desiderare
il bene dell'altro, viene dal latino augurium,
da àugur, cioè àugure.
L'augurio era la cerimonia con cui l'àugure,
il sacerdote etrusco o romano, interpretava
il volere degli dèi "leggendo", con occhi
sapienti, il libero volo degli uccelli, il loro
librarsi leggeri nell’aria; molto dipendeva
dalla specie, dalla direzione del volo (quello
da oriente era sempre favorevole), dal
fatto
che volassero da soli o in gruppo e dal tipo
di versi che emettevano; è noto che gli uccelli
migratori da sempre seguono le linee
magnetiche, sentono cioè il "benessere" dei
luoghi, quelli dove stanziarsi, quelli adatti
per la sosta o semplicemente da sorvolare.
In seguito si passò ad osservare il movimento
dei rettili, dei quadrupedi o il comportamento
dei polli sacri (se beccavano il cibo la guerra
era vinta, altrimenti c'era da temere!), gli
aruspici infine leggevano le interiora degli
animali sacrificati (in genere pecore) in
particolare il fegato, che non doveva avere
segni o cicatrici; si trattava solo di capire se
gli dèi approvavano o meno una scelta o una
decisione importante da prendere.
L'attività "augurale" durava tutta la vita ed
era molto venerata, al punto che qualunque
offesa era punita con la pena di morte; i
sacerdoti indossavano un mantello di
porpora e cocco durante le funzioni e avevano
in mano il lituo, un bastone ricurvo a forma di
punto interrogativo, la Terra coincideva col
puntino sotto questo segno; nelle cerimonie
si implorava quindi l'aiuto divino per la fertilità
delle campagne, si interpretavano anche il canto
degli uccelli, i loro richiami: non a caso
l' etimologia della nostra parola ci riconduce ad
"avis", che in latino significa uccello, ed è
credenza comune che negli uccelli riviva
qualcosa di umano, l'anima e il soffio vitale
di chi ci ha preceduto...non è un caso che
in latino una sola vocale distingua gli avus
(avi) dagli avis (uccelli)!
Fare gli auguri è quindi un rituale solenne,
atavico, fecondo, ed io, anche se non so
interpretare il volo degli uccelli, voglio
inaugurare il nuovo anno con un augurio
per voi cari alunni, vecchi e nuovi, esprimo
l'auspicio e la speranza che riceviate tutto
il bene, che siate felici e possiate realizzare
i vostri sogni più belli…
AUGURI RAGAZZI, IN TUTTE LE LINGUE
DEL MONDO, ANCHE IN LATINO!!!
Ieri ci siamo chiesti a chi rivolgere
i migliori auguri di buon Natale:
abbiamo ricordato i vecchietti soli,
coloro che si dedicano al prossimo.
qualcuno ha pensato ai propri nonni
che purtroppo non ci più, qualcun altro
ai parenti delle vittime della discoteca
di Corinaldo...ci siamo un po' commossi;
vedendo questo video penso che gli
auguri più belli vadano rivolti anche e
soprattutto ai bambini, TUTTI, nessuno
escluso,con la speranza che vivano, pur
nella povertà, la radiosa magia delle feste.
TOMBOLA CON I PERSONAGGI DELL'ILIADE
Bene! Tutto è andato per il verso giusto;
Ettore si è fatto attendere fino alla fine,
tanti cioccolatini e caramelle da vincere e
condividere, euforia da vendere! Istruzioni per l'uso: ho scritto su piccoli
bigliettini il nome dei personaggi e dèi più
importanti dell'Iliade, li ho riposti dentro al
sacchetto vuoto dei torroncini, gli alunni nel
frattempo hanno realizzato una cartella con
due file di 5 caselle, su cui hanno scritto i loro
dieci nomi preferiti, tutti presenti nel sacchetto.
Li ho estratti e voilà, è stata davvero una
tombolata epica!
TOMBOLA CON I TITOLI DEI LIBRI
Con gli alunni del Laboratorio di lettura
"Lettori in gioco" abbiamo giocato invece
ad una tombola faidaté davvero speciale. Istruzioni per l'uso: la procedura è la
stessa, ogni alunno ha realizzato una
cartella con due file di cinque caselle,
dentro ogni casella hanno appuntato i titoli
dei loro dieci libri preferiti, che nel frattempo
io scrivevo su bigliettini che riponevo nel
sacchetto ormai vuoto dei torroncini; questi
ultimi sistemati come premio per l'ambo,
il terno....la tombola e il tombolino! Che fantastica idea a Morciano di Romagna: la biblioteca del paese per le feste organizza una tombola con i libri, è una tombola in piena regola, ma le cartelle non si comprano e chi fa ambo, terna.... e tombola vince libri. Un'idea tutta da copiare, vero ragazzi!
Ci sono voluti dodici anni perché Giacomo imparasse a vedere davvero suo fratello, a entrare nel suo mondo. E a lasciare che gli cambiasse la vita.
Ai ragazzi del laboratorio di lettura ho
consigliato di leggere, durante le vacanze
natalizie, tra gli altri,questo libro bello,
che fa tanta luce, più degli addobbi alle finestre:
MIO FRATELLO RINCORRE I DINOSAURI
di Giacomo Mazzariol.
Per introdurlo ho mostrato loro questo video:
Sulla quarta di copertina si legge:
Ci sono voluti dodici anni perché Giacomo
imparasse a vedere davvero suo fratello, a
entrare nel suo mondo. E a lasciare che gli
cambiasse la vita. Hai cinque anni, due
sorelle e desidereresti tanto un fratellino
per fare con lui giochi da maschio.
Una sera i tuoi genitori ti annunciano che
lo avrai, questo fratello, e che sarà speciale.
Tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire
«supereroe». Gli scegli pure il nome: Giovanni.
Poi lui nasce, e a poco a poco capisci che sí, è
diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha.
Alla fine scopri la parola Down, e il tuo
entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura
in vergogna. Dovrai attraversare l’adolescenza
per accorgerti che la tua idea iniziale non era
cosí sbagliata. Lasciarti travolgere dalla vitalità
di Giovanni per concludere che forse, un supereroe,
lui lo è davvero. E che in ogni caso è il tuo migliore
amico. Con Mio fratello rincorre i dinosauri Giacomo
Mazzariol ha scritto un romanzo di formazione in cui
non ha avuto bisogno di inventare nulla. Un libro che
stupisce, commuove, diverte e fa riflettere.
Stamattina ci siamo divertiti con
le fiabe, con due attività che annoto
qui per non lasciarmele sfuggire in
futuro:
IO SONO PROPP
Ho letto la fiaba "Naso d'argento", estratta
dalle "Fiabe italiane" di Italo Calvino,
mentre leggevo gli alunni appuntavano
tutte le funzioni di Propp che individuavano,
in fila, una dopo l'altra.
Naturalmente è seguito il confronto finale.
Le CARTE DI PROPP ci sono state molto
utili, le ho comprate su Amazon, costano
meno di 7 euro
COME VA A FINIRE?
Abbiamo visto al tablet (meglio alla LIM)
la fiaba" Il pescatore e sua moglie" di Oscar
Wilde, prima della conclusione l'ho interrotta
e gli alunni hanno scritto il finale che si
aspettavano o che speravano. Una volta
letti gli explicit a voce alta dalla sedia dello
scrittore, ci siamo gustati il finale ufficiale e
abbiamo premiato chi si era avvicinato di più.
Mi sono sempre immaginato il paradiso come una specie di biblioteca. (Jorge Luis Borges)
Ciao ragazzi del Laboratorio di lettura,
vi suggerisco di vedere il film di animazione
NAT E IL SEGRETO DI ELEONORA.
Lo abbiamo iniziato a scuola, potete
completarne la visione qui, sul vostro
blog. Prima però vi riporto la trama in
breve, attinta da Wikipedia:
La famiglia di Nat eredita dalla zia Eleonora la sua casa sulla scogliera. Giunti alla nuova casa, i suoi genitori leggono una lettera della zia dove sono espresse le sue ultime volontà. Angelica riceve una vecchia bambola, mentre il fratellino Nat riceve le chiavi di una stanza segreta della casa, di cui la zia gli raccontava quando gli leggeva le sue storie preferite. Nat scoprirà che in quella stanza si nasconde una biblioteca di libri in edizione originale, i cui personaggi prendono vita ed escono dai propri libri. Il compito di Nat sarà quello di pronunciare una frase magica per permettere alle fiabe di vivere ancora e di far sognare i bambini, ma non ha ancora imparato a leggere. La decisione di vendere i libri al rigattiere Ramazzatutto complicherà ulteriormente le cose....
Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo. (Gianni Rodari)
Ascoltate le parole, lasciatevi cullare
dalla musica, immaginatele scritte
e disegnate sul librone magico della nonna...
giocate con il testo, con le emozioni
e i sentimenti che queste fiabe musicali
suscitano in voi. Fate bei sogni!
Cari bocconcini di grana, non sto più nella pelliccia dall’emozione, finalmente è arrivato il momento di svelarvi il mio nuovo stratopico progetto!
quando ero un giovane topino come voi sognavo di diventare uno scrittore coi baffi e di scrivere delle vere e proprie storie garantite al formaggio... .
Però avevo un problema: nella mia testolina c’erano tante idee, ma ogni volta che mi trovavo di fronte alla pagina vuota tutte queste idee correvano a nascondersi e non sapevo come fare!
Poi con gli anni ho scoperto un trucco infallibile…
Volete che lo riveli anche a voi?
Sapete, bastano tre, semplicissime mosse…
Prima di tutto fate dei grandi RESPIRI, per rilassarvi e fare scorrere liberamente tutte le vostre idee…
Una volta decisi i personaggi non resta che inventare la STORIA, che potrete raccontare voi in prima persona o farla raccontare da una voce esterna. Ah, e non dimenticate di firmare il vostro racconto con il nome del vostro Topavatar!
Una volta che avete liberato tutte le IDEE provate ad elencarle, senza escluderne nemmeno una, e soltanto dopo averle elencate tutte scegliete quelle che vi piacciono di più e che vi fanno venire più voglia di scrivere.
A questo punto siete quasi pronti per liberare la fantasia e iniziare il vostro libro… vi darò soltanto un ultimo consiglio: non dimenticatevi che, quando si scrive un RACCONTO, ci sono alcuni elementi indispensabili per rendere la storia davvero stratopica!
Prima di tutto è molto importante l’INCIPIT, ovvero la frase con cui incomincia la vostra storia: deve creare curiosità e attesa nel lettore, e stimolarlo a continuare con la lettura.
Poi, è molto importante scegliere dei personaggi interessanti, magari dandogli un nome che in qualche modo dia degli indizi sul loro carattere. Ad esempio, vi ricordate Zio Smilordo Zanzibar? Sì, proprio quello detto "Il Pidocchioso"! Ecco, non vi fa venire in mente in qualche modo un topo un po’... come dire... spilorcio?
Cercate anche voi di scegliere dei personaggi che stuzzichino la curiosità dei lettori, magari raccontando degli aneddoti divertenti e che ne spieghino la personalità. Ad esempio potete scrivere degli aneddoti come questo su Smilordo: Smilordo è talmente pidocchioso che d’inverno non accende mai il riscaldamento, ma mette nei camini delle fiamme finte di carta rossa!
Che ne dite? Non vi fa pensare a Smilordo come a qualcuno di veramente, veramente taccagno??
Ricordatevi poi che nelle storie c’è sempre un personaggio principale, il PROTAGONISTA, circondato da altri personaggi che lo aiutano ad affrontare difficoltà e problemi, e un ANTAGONISTA, che ha invece un ruolo di opposizione.
Questo è proprio tutto, topini miei, ora tocca a voi! Non sto più nella pelliccia dall’emozione: sono sicuro che presto riceverò da voi dei veri racconti garantiti al formaggio!
La filosofia di Geronimo
GERONIMO STILTON E LE SUE MOTIVAZIONI
Le debolezze di Geronimo ispirano simpatia: si soffre per lui, si ride di lui e si gioisce con lui nel finale, perché ogni sua sconfitta si trasforma in un successo. Con il suo agire e la sua autoironia, Geronimo Stilton trasmette valori sempre attuali: l’importanza della famiglia, la capacità di vincere le proprie paure, l’accettazione dei difetti altrui, l’importanza dell’istruzione, la coerenza, la disponibilità, l’apertura verso le altre culture, la curiosità per quello che non si conosce, la consapevolezza che il gioco di squadra è vincente rispetto alle iniziative del singolo, la pace nel mondo, l’amicizia, l’amore. Inoltre la solidarietà, l’onestà, la lealtà, la sincerità, il rispetto per gli anziani e per le diverse abilità. Le storie di Geronimo Stilton sono avventurose e piene di colpi di scena, senza però sfruttare eccessi e atteggiamenti volgari. Nelle sue storie non ci sono armi, violenza, alcool, tabacco, gioco d’azzardo, caccia, violazione della legge e parole volgari, atteggiamenti non conformi alle norme di sicurezza, razzismo, magia, astrologia, comportamenti deviati.
GERONIMO STILTON E I VALORI UNIVERSALI DELLA VITA
Il comportamento di Geronimo Stilton è basato su valori etici universali, come la disponibilità verso gli altri, il desiderio di fare del bene, l’impegno per crescere e migliorarsi. Inoltre Geronimo è animato da un sano ottimismo: non si lascia mai abbattere da una situazione negativa. Sul momento, magari, può essere depresso, perfino quasi disperato. Questo stato d’animo tuttavia dura sempre pochissimo e lascia spazio all’azione.
GERONIMO STILTON E L’UGUAGLIANZA
Geronimo Stilton vive in una società multietnica, basata sul principio del rispetto delle diversità. Inoltre, Geronimo è molto attento al tema della parità tra maschi e femmine sia nella vita sociale sia in ambito lavorativo.
GERONIMO STILTON E LA VITA
In alcuni momenti Geronimo si sente vittima delle circostanze sfavorevoli in cui si viene a trovare. Il lavoro lo assorbe completamente e si sente soffocare dalle responsabilità nei confronti dei collaboratori, degli amici, della sua famiglia. Ma alla fine di ogni avventura Geronimo ha la sensazione di essere in completa armonia con se stesso e con il mondo, perché la vita è bella e lui è contento di avere tanti amici e una famiglia speciale come la sua.
GERONIMO STILTON E LA FELICITÀ
Geronimo insegna che la vera felicità non è desiderare ciò che non si ha, ma apprezzare ciò che si ha. L’attenzione deve essere focalizzata sugli aspetti positivi dell’esistenza e non sulle inevitabili mancanze. La vera gratificazione non è legata al piacere effimero e occasionale, ma deriva dall’usare le proprie energie per scopi positivi.
GERONIMO STILTON E LA PACE
Geronimo Stilton nelle sue avventure mette sempre in luce gli orrori della guerra valorizzando l’importanza della pace. I suoi libri vogliono essere rassicuranti: bisogna ricordare continuamente che il futuro che ci aspetta è bello. Il suo motto è: ’Invece di essere contro la guerra, sostieni la pace!’
GERONIMO STILTON E IL CORAGGIO
Geronimo insegna che affrontare le proprie paure è il modo più semplice e diretto per vincerle. Le esperienze migliori sono quelle che richiedono più impegno ma che fanno crescere, stimolandoci a sviluppare nuove capacità. Il vero coraggio non è essere senza paura, ma affrontare con consapevolezza i propri limiti e tentare di superarli.
GERONIMO STILTON E LA FAMIGLIA
Per Geronimo la famiglia e gli affetti sono fondamentali: sono il motore di tutta la sua vita. La famiglia rappresenta quella carezza sul cuore che può rasserenare anche la giornata più nera. Non esiste disaccordo che non possa essere superato fra parenti o amici, e non esiste problema che non si possa appianare.
GERONIMO STILTON E L’AMICIZIA
Per Geronimo l’amicizia è un valore fondamentale e per salvaguardarla è disposto a mettere da parte tutte le sue paure e ad affrontare qualunque difficoltà. Non di rado Geronimo assume il ruolo di’eroe per caso’, che sfida il pericolo in nome dell’amicizia.
GERONIMO STILTON E IL LAVORO
Geronimo ama moltissimo il suo lavoro e dice sempre: ’Ah come amo i libri! Mi piace leggerli, sfogliarli, annusarli: adoro l’odore dell’inchiostro fresco, della carta appena stampata! Che bello il mestiere dell’editore!’. Geronimo lavora moltissimo ed è sempre molto impegnato. Ma lo fa con gioia, perché lavorare è la sua vita e si sente un privilegiato a poter fare un lavoro che gli piace tanto. Geronimo concepisce il suo lavoro in modo profondamente etico: mette il cuore in ogni storia che racconta, per infondere coraggio, ottimismo ed energia. Un libro scritto con il cuore è diverso dagli altri: è più bello, più vero, migliore!
GERONIMO STILTON E I SUOI AVVERSARI
L’atteggiamento di Geronimo nei confronti dei suoi antagonisti non è mai di scontro violento ma sempre di competizione con fair play, cioè con educazione e rispetto dell’altro. Spesso considera i dispetti che gli fanno i suoi nemici come una prova per esercitare la sua pazienza.
GERONIMO STILTON E LA FANTASIA
Il termine Fantasia deriva dal greco phaino, mostrare. È la capacità della mente di inventare storie o situazioni fantastiche (senza legami con la realtà, situazioni vissute o riferimenti concreti). È la fantasia che stimola a giocare, a ’far finta’, cioè a inventarsi grandi ed emozionanti avventure con i compagni di gioco. Non deve essere una fuga dal mondo reale, ma una specie di viaggio da cui si torna cresciuti. Chi è fantasioso saprà guardare il mondo con occhi diversi e riuscirà a vedere quello che gli altri non vedono, saprà risolvere i problemi guardandoli anche da un altro punto di vista, usando creatività, intraprendenza, ottimismo.
GERONIMO STILTON E L’IMMAGINAZIONE
Il termine ’immaginazione’ deriva dal latino ’imaginatio’ / ’imaginari’ (immaginare). È la capacità di visualizzare cose o situazioni partendo dagli stimoli della vita di tutti i giorni. Per esempio, se si legge un libro o si guarda un film, si può immaginare di essere il protagonista del libro o del film. L’immaginazione è una qualità che usata nel modo giusto può essere molto utile anche a superare alcune difficoltà e paure come gli esami, le gare sportive, un discorso in pubblico… Immaginarsi in una situazione positiva aiuta a diventare più fiduciosi e ottimisti e addirittura a realizzare i propri sogni!
GERONIMO STILTON E LA MAGIA
La magia è solo un’illusione negativa! Non basta, infatti, una bacchetta magica per cambiare la realtà o trasformare le cose che non si vogliono accettare. Da sempre l’uomo ha cercato aiuto nella magia per risolvere i problemi... ma la magia non esiste! Gli amuleti magici sono inutili, le formule magiche non funzionano... e streghe, maghi, fate, folletti, gnomi, orchi e giganti esistono solo nelle fiabe e li possiamo accettare solo come protagonisti di racconti fantastici.
GERONIMO STILTON E I PERSONAGGI NEGATIVI
Nel mondo della fantasia esistono anche personaggi negativi, come gli orchi e le streghe. Essi rappresentano il male e sono personaggi antipatici, da non imitare, perché sono perdenti e infelici. Il Bene trionfa sempre sul Male, anche se non è immediatamente verificabile.
GERONIMO STILTON E IL LIETO FINE
Geronimo non è un eroe, non è sportivo né muscoloso, ha paura praticamente di tutto. Ma, nonostante questo, alla fine riesce sempre a vincere, a raggiungere la meta, a risolvere le situazioni difficili. Questo grazie all’umorismo, alla capacità di vedere il lato positivo di ogni cosa e grazie, soprattutto, all’aiuto degli amici. Se ci si identifica con lui per le sue debolezze, ci si sente rassicurati: se ce la fa quel pasticcione di Geronimo… si può riuscire a vincere le proprie paure e superare le difficoltà! In questo senso si può dire che il lieto fine non è un’illusione ma un messaggio di speranza, perché Geronimo insegna ad avere fiducia nel futuro, a non scoraggiarsi nelle difficoltà e a costruire un futuro migliore.
Infine parlando di topi mi è tornato
in mente questo corto animato, che
non c'entra niente con Geronimo
Stilton ma mi piace molto:
Non è facilissimo, lo so, state tranquilli,
poi in classe lo rivediamo e lo commentiamo
insieme.✋👍
Questa è la copertina del libro che
stiamo leggendo in classe (ottima
idea per un regalino di Natale!!!)
Ci stiamo preparando allo spettacolo
sull'Iliade, alle lezioni orali abbiamo
affiancato tanti video interessanti e
curiosi, li posto così che possiate
rivederli con attenzione comodamente
a casa vostra.
in mano il lituo, un bastone ricurvo a forma di
punto interrogativo, la Terra coincideva col
puntino sotto questo segno; nelle cerimonie
si implorava quindi l'aiuto divino per la fertilità
delle campagne, si interpretavano anche il canto
degli uccelli, i loro richiami: non a caso
l' etimologia della nostra parola ci riconduce ad
"avis", che in latino significa uccello, ed è
credenza comune che negli uccelli riviva
qualcosa di umano, l'anima e il soffio vitale
di chi ci ha preceduto...non è un caso che
in latino una sola vocale distingua gli avus
Fare gli auguri è quindi un rituale solenne,
atavico, fecondo, ed io, anche se non so
interpretare il volo degli uccelli, voglio
inaugurare il nuovo anno con un augurio
per voi cari alunni, vecchi e nuovi, esprimo
l'auspicio e la speranza che riceviate tutto
il bene, che siate felici e possiate realizzare
i vostri sogni più belli…
DEL MONDO, ANCHE IN LATINO!!!