Messer Francesco Chiare, fresche e dolci acque ove le belle membra pose colei che sola a me par donna … F. Petrarca
Solo chi arde d'amor nell'intelletto
e manda al cielo i suoi sospiri bui
comprendere può il canto di colui
che vagheggiava Laura nel suo petto.
Egli elesse a suo albergo la natura
con l'acque chiare e dolci e l'erba e i fiori
per dipingere in estasi i colori
dell'aere sacro e dell'immagin pura.
Così cantando pose la sua bella
dentro un'eterna luce il cui bagliore
riscalda e accende il cuore dei poeti
ed ogni amata la trasforma in stella
Ragazzi questa è la canzone di JOVANOTTI
il cui incipit copia una lettera di Petrarca, la Lettera a Guglielmo da Pastrengo: Mi chiedi cosa faccio? Come ogni altro uomo, lavoro. Quale il mio aspetto ? Meno sereno Jovanotti: “Tanto, tanto, tanto” Cosa stai facendo ? Lavoro Qual è il tuo aspetto ? Meno sereno di un tempo ma non per questo stanco
Per spiegarvi il concetto di petrarchismo
(il fenomeno internazionale d'imitazione
della poetica di Petrarca) vi ho fatto
ascoltare queste canzoni:
Laura Pausini - Non c'è
Lucio Battisti - La canzone del sole
DIFFERENZA TRA DANTE, PETRARCA E BOCCACCIO
DANTE omino che guarda in alto
BOCCACCIO omino che guarda in basso
PETRARCA omino che guarda in alto poi in basso,
poi di nuovo in alto.....
Il filmato ha lo scopo di aiutare ciascuno
di noi a immedesimarsi nei panni della
vittima e anche del bullo, per far riflettere
sui sentimenti che essi provano e sulle
azioni che ne conseguono.
Cosa pensi che provi una vittima di bullismo?
Cos’è che la fa stare così male?
Cosa pensi che provi, invece, il bullo?
Cosa lo spinge a comportarsi così?
Quale ruolo ha il gruppo?
Cosa può fare lo spettatore?
Colui che assiste o viene a conoscenza
di un atto di bullismo?
Tu puoi fare qualcosa in una situazione
come questa? Cosa?
Lara si potrebbe salvare? Grazie a chi?
Il finale alternativo lo potete costruire
voi ragazzi, motivandolo naturalmente!
Guardate il video, provate a rispondere
alle domande...a scuola tireremo le fila
delle nostre riflessioni.
Per riflettere: Ogni volta che la cronaca ci sbatte in faccia bande di nazistelli che picchiano ebrei o gruppi di ragazzi che sbertucciano un compagno troppo sensibile fino a indurlo al suicidio, mi domando in quale anno, in quale secolo siamo. (…) Se chiudo gli occhi, mi sembra di vederli sfilare al passo dell’oca: bulli, nazistelli, fanatici di ogni risma e colore. Avvinghiati alle loro patetiche certezze di cartapesta, al loro ridicolo senso del rispetto e dell’orgoglio tribale. Tanti Io deboli raggrumati in un Noi insulso. Li guardo e non mi fanno paura. Solo tanta pena. Spero che un giorno la vita li sorprenda davanti a uno specchio, costringendoli a vedere che siamo tutti sul medesimo albero. Anzi, che siamo l’albero, e chi dà fuoco a un ramo diverso dal proprio sta solo incendiando se stesso. (Massimo Gramellini)
che a cavalcioni da sponda a sponda stende i suoi arti conquistatori:
Qui, dove si infrangono le onde del nostro mare
Si ergerà una donna potente con la torcia in mano,
la cui fiamma è un fulmine imprigionato, e avrà come
nome Madre degli Esuli. Il faro
nella sua mano darà il benvenuto al mondo, i suoi occhi miti scruteranno quel mare che giace fra due città. Antiche terre, – ella dirà con labbra mute
– a voi la gran pompa! A me date
i vostri stanchi, i vostri poveri,
le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi,
i rifiuti miserabili delle vostre spiagge affollate.
Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste,
e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata. Emma Lazarus
Quando i marocchini eravamo noi
Una grave forma di amnesia colpisce gli Italiani:
dal 1860 al 1970 più di 26 milioni di nostri connazionali sono emigrati in Argentina, in Brasile, negli Stati Uniti, in Australia, in Svizzera, Francia, Belgio, Germania, ecc.
Erano piemontesi, lombardi, campani, veneti, liguri, siciliani, poveri, con una bassa scolarità se non analfabeti, cercavano fortuna.
Li chiamavano “gringos de mierda” e “macaroni”, li trattavano con disprezzo e arroganza; erano considerati pigri, infidi e sporchi: “vietato ai cani e agli italiani” era scritto sulle vetrine di qualche bar di Francoforte nella Germania del 1960.
Eppure gli italiani rivolgono lo stesso trattamento agli immigrati: hanno dimenticato o vogliono rifarsi?
Tappetini stesi sui marciapiedi. In vendita cinte, borse, maschere di legno, statue forse realmente africane. Vuol comprare ?
Parigi. Fine del secolo scorso. Un ragazzo italiano vende statuine di gesso.
Dice la cartolina dell’epoca “Voulez-vous, messieurs ?”
Forse, alle orecchie francesi, la pronuncia sarà apparsa pressappoco così :”Vu’ cumpra’ ?”
Germania, un treno dall’Italia negli anni Sessanta. Sfiancata dal viaggio, una donna che va dal marito cerca di dormire : un ricongiungimento familiare, dicono i burocrati dell’emigrazione.
Ma che cosa è quel fazzoletto nero attorno al volto, un chador?
da “Le voci dell’altro”
Nel 1912 il transatlantico inglese Titanic,
nel suo viaggio inaugurale, andò a cozzare
contro un iceberg e si inabissò. In quella
catastrofe, la classe sociale di ciascun
passeggero fu uno dei fattori che determinò
se egli sarebbe annegato o sopravvissuto.
La lista ufficiale delle vittime dimostrò che
su un totale di 143 viaggiatrici di prima classe, solo quattro perirono (delle quali tre avevano
scelto volontariamente di rimanere nella nave).
Tra le viaggiatrici della seconda classe, le vittime
furono 15 su 93 e nella terza classe 81 donne su 179 affondarono con la nave. I passeggeri di terza
classe (emigranti) ricevettero l’ordine di rimanere
sotto coperta e in alcuni casi l’ordine fu fatto
eseguire sotto la minaccia delle armi.
Domani sarò ciò che oggi ho scelto di essere. (James Joyce)
Ascoltate le parole di questo insegnante,
soprattutto dalla metà in poi, sono rivolte
a studenti diplomandi, ma il messaggio è
validissimo anche per voi...
Fino al 6 febbraio migliaia di studenti si iscriveranno online alla scuola superiore. Ma a 14 anni capita di non riuscire a scegliere una strada. Sarà per questo che negli ultimi anni oltre il 50% dei ragazzi ha preferito iscriversi a un liceo: classico, scientifico, artistico, oppure linguistico, musicale o delle scienze umane. Qualsiasi sia la scuola superiore, il ciclo dura cinque anni e permette sempre di accedere all'università. Sono almeno tre i miti da sfatare. Il primo: i licei sono per le femmine, gli istituti tecnici e professionali per i maschi. Uno stereotipo pericoloso (...) Il secondo mito da sfatare riguarda il dopo maturità. "Non bisogna scegliere una scuola solo perché assicura sbocchi professionali sicuri", mette in chiaro il Cospes, Centro di psicologia clinica ed educativa di Milano che si occupa di orientamento scolastico. Infine, una parola sui consigli orientativi dei professori delle medie: sono importanti, ma non sono un dogma. Il direttore del Cospes Giancarlo Scotti dà alcune dritte per aiutare i ragazzi (e i loro genitori) nel momento importante della scelta delle superiori. Ecco cosa ha detto. Ragazzi, evitate di... 1) Scegliere una scuola solo perché ci vanno i vostri amici. 2) Iscrivervi a una certa scuola perché non è “da sfigati”. 3) Ascoltare solo la vostra paura di non farcela: le cose difficili o importanti non si fanno mai da soli. 4) Credere che potrete avere successo anche senza studiare, approfondire o organizzarvi. 5) Sottovalutare i suggerimenti dei genitori. 5 dritte per scegliere bene 1) È una scelta importante. Discutila attentamente con i tuoi genitori, che hanno più esperienza di te. 2) Spiega loro perché la tua scelta ti pare giusta: deve tenere conto della tua reale situazione scolastica, valorizzare le tue materie preferite, essere in linea con il tipo di valore che tu attribuisci allo studio. 3) Se il consiglio orientativo dei tuoi professori ti pare ingiusto, chiedi un parere ai tuoi. 4) Cerca di capire se i sistemi di insegnamento nella scuola che frequenterai tengono conto delle tue capacità di utilizzo delle tecniche digitalizzate. 5) Chiedi ai tuoi genitori di spiegarti bene le attività che si svolgono realmente nelle professioni che ti piacerebbero. Genitori, cercate di... 1) Utilizzare toni pacati. Nell’incertezza, i figli devono potersi sentire in grado di prendere una decisione corretta. 2) Capire se il giudizio di orientamento dato dalla scuola rispecchia veramente le capacità e gli interessi del figlio. 3) Considerare che non si compie “la” scelta, ma “una” scelta: ormai ogni scuola prevede un quinquennio e può permettere un accesso all’università. 4) Tener conto delle caratteristiche individuali dei figli. Ogni scelta va rispettata. 5) Informarvi sulle offerte formative: tutte
L'aforisma di oggi: Estraggo un foglio nella risma nascosto, scrivo e non riesco, forse perché il sisma m’ha scosso Ogni vita che salvi, ogni pietra che poggi, fa pensare a domani ma non puoi farlo che oggi.
(Artisti uniti per l’Abruzzo)
Per completare la lezione interrotta ieri,
a voi un bignomo su Petrarca:
Per mercoledì studiate sul libro, non so
a quale pagina perchè il mio sta ancora
a scuola, la vita, le opere e il pensiero
di questo grande poeta che presto
impareremo a conoscere meglio.
L'aforisma di oggi: Il nostro cuore non è fatto di pietra. La pietra a un certo punto può andare in frantumi, sbriciolarsi, perdere ogni forma. Ma il cuore non può andare in frantumi. E questa cosa senza forma che ci portiamo dentro, buona o cattiva che sia, possiamo trasmetterla gli uni agli altri senza limiti. (Haruli Murakami)
Non commentiamo su quello che ci
sta capitando, evadiamo...andiamo in
Canada, per cominciare ecco l'inno:
poi il magico fenomeno dell'aurora
boreale:
infine tra le verdeggianti montagne canadesi a
scoprire i luoghi dove vive l'orso grizzly:
Per mercoledì ragazzi realizzate dei brevi, ma originali, approfondimenti
(non solo Wikipedia), scritti a mano,
su aurora boreale, orso grizzly e cucina
canadese, io vi consiglio i pancake allo
sciroppo d'acero di giallozafferano, ecco
il link: http://ricette.giallozafferano.it/Pancakes-allo-sciroppo-d-acero.html
(fatevi aiutare dalle mamme!)
Per finire un rilassante ripasso geografico
col planisfero: