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mercoledì 30 ottobre 2019
A SCUOLA DI CREATIVITA': LAPBOOK
Ecco i ragazzi del Laboratorio Interattivo
multimediale e manuale di Lapbook e
scrapbooking al lavoro.
Presto arriveranno le foto delle loro prime
realizzazioni; sono veramente belle, complete
colorate, zeppe di immagini e informazioni...
Adoro il nostro laboratorio: è il regno della
creatività e della collaborazione
lunedì 28 ottobre 2019
INCONTRO SUL BULLISMO E CYBERBULLISMO
Come i miei alunni sanno, oggi ho
partecipato ad una conferenza sul
Bullismo e Cyberbullismo.
I contenuti pìù importanti li riferirò
in classe, qui carico dei video, visti
o suggeriti dai relatori, utili a
far riflettere i nostri giovani sui
pericoli e sulle sconosciute insidie
che la rete nasconde.
(Work in progress)

martedì 22 ottobre 2019
VIDEOLETTURA: ARMIN GREDER
Ascoltate, guardate, riflettete.
Lasciatevi turbare dalle amare
parole dei racconti di Armin
Greder, tradotte da Alessandro
Baricco e lette con intensità
da Marco Dallari.
Sono storie opache, dolorose,
grigie che aiutano a scuotere
i nostri sensi, a volte assopiti
e distratti, mostrando, in
lontananza, un vago bagliore
di speranza.
Buona videolettura!
domenica 13 ottobre 2019
SETTIMANA MONDIALE DELLA DISLESSIA

Si conclude oggi la settimana
mondiale della dislessia; partecipo
volentieri a questo evento con il
componimento di Aurora, una
bambina romana dislessica, che si
è classificata prima ad un concorso
di poesia dialettale con questo
bellissimo testo:
"Er mio nome è dislessia
ma non so' una malattia
si tu vedi un regazzino
che nun legge er riassuntino
che se conta poi se sbaglia
che se parla un po' tartaglia
non je devi ride in faccia
non je devi di' che è scemo
lui sta a fa' na faticaccia
tutti noi l'aiuteremo
Lui fa tanti sacrifici
e ha bisogno dell'amici
Mo' ve svelo un gran segreto
So' ragazzi un po' speciali
cor cervello co' le ali".
Leggiamolo ai nostri ragazzi,
apre gli occhi!
Einstein, che era dislessico, ci
offre la soluzione a questo disagio:
C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e
dell’energia atomica: la volontà.
Per saperne di più:
mercoledì 2 ottobre 2019
I GIORNI PERDUTI
I giorni perduti
.
Qualche giorno dopo aver preso possesso della sontuosa villa, Ernst Kazirra, rincasando, avvistò da lontano un uomo che con una cassa sulle spalle usciva da una porticina secondaria del muro di cinta, e caricava la cassa su di un camion.
Non fece in tempo a raggiungerlo prima che fosse partito. Allora lo inseguì in auto. E il camion fece una lunga strada, fino all'estrema periferia della città, fermandosi sul ciglio di un vallone.
Kazirra scese dall'auto e andò a vedere. Lo sconosciuto scaricò la cassa dal camion e, fatti pochi passi, la scaraventò nel botro; che era ingombro di migliaia e migliaia di altre casse uguali.
Si avvicinò all'uomo e gli chiese:
- Ti ho visto portar fuori quella cassa dal mio parco. Cosa c'era dentro? E cosa sono tutte queste casse?
Quello lo guardò e sorrise:
- Ne ho ancora sul camion, da buttare. Non sai? Sono i giorni.
- Che giorni?
- I giorni tuoi.
- I miei giorni?
- I tuoi giorni perduti. I giorni che hai perso. Li aspettavi, vero? Sono venuti. Che ne hai fatto? Guardali, intatti, ancora gonfi. E adesso?
Kazirra guardò. Formavano un mucchio immenso. Scese giù per la scarpata e ne aprì uno. C'era dentro una strada d'autunno, e in fondo Graziella la sua fidanzata che se n'andava per sempre. E lui neppure la chiamava.
Ne aprì un secondo. C'era una camera d'ospedale, e sul letto suo fratello Giosuè che stava male e lo aspettava. Ma lui era in giro per affari.
Ne aprì un terzo. Al cancelletto della vecchia misera casa stava Duk il fedele mastino che lo attendeva da due anni, ridotto pelle e ossa. E lui non si sognava di tornare.
Si sentì prendere da una certa cosa qui, alla bocca dello stomaco. Lo scaricatore stava diritto sul ciglio del vallone, immobile come un giustiziere.
- Signore! - gridò Kazirra. - Mi ascolti. Lasci che mi porti via almeno questi tre giorni. La supplico. Almeno questi tre. Io sono ricco. Le darò tutto quello che vuole.
Lo scaricatore fece un gesto con la destra, come per indicare un punto irraggiungibile, come per dire che era troppo tardi e che nessun rimedio era più possibile. Poi svanì nell'aria, e all'istante scomparve anche il gigantesco cumulo delle casse misteriose. E l'ombra della notte scendeva.
Dino Buzzati, "I giorni perduti", in 180 racconti, Milano, Mondadori.
E ora, senza farci venire l'ansia,
riflettiamoci ancora su...
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