venerdì 15 ottobre 2021

IL LINGUAGGIO DEI LIBRI

 Parola all'editore: Il linguaggio nei libri - Le recensioni della libraia

Stiamo ascoltando l'audiolibro IO NON HO PAURA

di Niccolò Ammaniti, un libro che adoro...

ma quante parolacce!!!!

Che fare?!

ECCO DUE RECENSIONI CONTRAPPOSTE

(da Amazon)

CONTRO:

Premetto che non voglio essere bacchettone ma considerando che la lettura è uno dei mattoni fondamentali del modo con cui si esprimeranno le nuove generazioni, questo libro mi ha lasciato senza parole. L'ho preso perchè assegnato a mia figlia dodicenne dall'insegnante come libro da leggere per le vacanze. Più che un racconto è un glossario di parolacce. Possibile che questo sia il modo di educare i nostri figli? Questa è la nuova comunicazione che apprendono le nuove generazioni a scuola. Mi spiace ma non ci sto!

A FAVORE: 

A chi si scandalizza per il linguaggio "forte" utilizzato (qualche parolaccia) chiedo: secondo voi il messaggio che il testo trasmette, il coinvolgimento del lettore ed il realismo del racconto sarebbero gli stessi? Certamente non è un libro per le prime classi elementari, ma non è assolutamente un testo da vietare ai minori. 

LA MONDADORI LO METTE IN CATALOGO:

https://www.mondadorieducation.it/catalogo/io-non-ho-paura-0045558/

 

DA WIKIPEDIA: Voce Niccolò Ammaniti

La notorietà a livello nazionale giunge 

per Ammaniti nel 2001, quando pubblica 

il romanzo Io non ho paura, Premio

Viareggio Narrativa, trasposto due anni 

dopo nell'omonimo film di Gabriele

Salvatores, per cui riceve il Premio

Flaiano per la sceneggiatura. 

 

Da STUDENTI.IT:

 

Io non ho paura: lingua e stile

La lingua usata da Ammaniti in questo romanzo è pulita ed essenziale. Come di norma in molti degli scrittori italiani degli ultimi venti anni, Ammaniti punta molto di più sui contenuti e sulla ricerca di commozione e partecipazione emotiva del lettore che sullo stile. Questo non vuol dire che il romanzo sia scritto male, ma semplicemente che la lingua è un italiano semplice e corretto senza grandi pretese stilistiche. Il romanzo fa un largo uso dei dialoghi, senza però utilizzare il dialetto. Ai dialoghi si alternano i pensieri e i ragionamenti del piccolo Michele, che è il narratore della storia, colui attraverso il quale vediamo gli eventi che sono raccontati.  

 

....DEL RESTO LA STORIA E' RACCONTATA

DA MICHELE, CHE E' UN RAGAZZINO CHE

PARLA DA RAGAZZINO!

🤔 Faccina Concentrata Emoji 

 

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